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🏙️ Storie in Città
Filoni narrativi di prep per Valoris, Thalio e Morgrim — i tre personaggi rimasti indietro rispetto allo sviluppo già dedicato a Fealer e Riven. Non ancora assegnati a una sessione: materiale pronto da innestare quando deciderete il momento.
🔒 SOLO DM — NON CONDIVIDERE
Contiene NPC, dialoghi e svolte narrative non ancora giocate. Non condividere con il party.
Vincolo di ambientazione: Waterdeep è sigillata in una bolla, nessuno può entrare o uscire dal Giorno dell'Annuncio. Ogni NPC qui sotto è già cittadino di Waterdeep da prima del sigillo — niente arrivi dall'esterno, a meno di un intervento divino esplicito.
Fonti usate: documentazione/backgrounds/*.md, i box "Prescelti del
Destino" e "Il Muro di Pietra" in sessione-0.astro, le note DM per
il rientro in città in sessione-8.astro.
⚔️ Valoris
Fonti: Bg Valoris.md (memorie della Cittadella, discorso di Moonfest),
nota "Tempio di Tymora" già in sessione-8.astro.
I. Il Peso della Carovana
Dresk Colhollow, ex membro della banda di Valoris ai tempi di Baldur's Gate. Non era presente all'imboscata alla carovana scortata — era di vedetta al campo, per questo è vivo. Suo fratello minore, Tam, no: è uno dei nomi che Valoris porta ancora nelle notti di Moonfest. Dopo la disfatta della banda, Dresk finì per stabilirsi a Waterdeep circa sei anni fa, stalliere vicino al Campo di Marte — senza sapere che Valoris fosse lì, finché il nome non ha iniziato a circolare dopo le Prove Divine.
LA SCENA
Dresk non tende un agguato. Aspetta fuori dalla sede della gilda, o intercetta Valoris a un mercato, in un momento in cui è solo o quasi.
"Ti hanno dato un'armatura lucida e una fila di persone che ti chiamano 'signore'. Tam avrebbe compiuto trent'anni quest'anno. Lo sai questo, mentre benedici gli altri e parli di 'sacrifici che non devono essere vani'? L'ho sentito, il tuo discorso di Moonfest. Bella retorica, per uno che è tornato a casa mentre mio fratello marciva in una fossa comune fuori Baldur's Gate."
POSSIBILI DIREZIONI
- • Colpa accettata, non respinta — Valoris non si difende, chiede a Dresk cosa vorrebbe da lui.
- • Non vuole vendetta, vuole un rito — che il nome di Tam venga onorato pubblicamente, non solo in un aneddoto privato.
- • Gancio di squadra — se qualcuno del party assiste, vede un lato di Valoris normalmente tenuto sotto controllo.
Nota: non serve chiudere in una scena. Dresk può restare un filo aperto, anche verso una reintegrazione futura (es. nuovo contatto della gilda).
II. La Prova della Fortuna (Tempio di Tymora)
Con gli dèi fisicamente presenti, il tempio non deve restare una preghiera muta — può essere un contatto reale. Momento ideale: subito dopo la scena con Dresk, quando Valoris ha bisogno di una risposta, non solo di un rito.
Richiama il dialogo con Regal (background): "Un piano perfetto è tale finché non incontra la realtà." Tymora può rispondere proprio a questo, o al senso di colpa lasciato da Dresk:
"Tu pianifichi per non perdere nessuno. Io gioco perché perdere è sempre possibile — e vale comunque la pena tirare i dadi. Non sono in contraddizione, chierico. Il tuo dio ti ha insegnato a minimizzare il rischio. Io ti ricordo perché, alla fine, qualcuno deve comunque rischiare."
POSSIBILI ESITI
- • Un dono meccanico — fonte di Ispirazione ricorrente, o un piccolo oggetto legato a un effetto di fortuna.
- • Un dono narrativo — Tymora non assolve Dresk né Tam, offre una cornice diversa: la fortuna è la possibilità di riprovarci, non l'assenza di conseguenze.
- • Gancio verso Thalio (vedi sotto) — scena condivisa tra due devoti della stessa Dea con approcci opposti.
🗡️ Thalio
Fonti: Background Thalio Vaelaris.md, box "La Scelta di Silas
Greycloak" in sessione-0.astro.
⚠️ La pista su Lirael (madre scomparsa, ciondolo) resta deliberatamente congelata per più avanti — non introdurla ancora.
I. I Conti con le Monete Fortunate — filone prioritario
La Squadra B, ex compagni di Thalio ne Le Monete Fortunate. Vennero scoperti a rubare lo stendardo durante la Prova I di Tempus, eliminati, umiliati pubblicamente ("Astuzia senza onore è codardia"). Da allora relegati a compiti minori nella gilda fusa, mentre Thalio — il "traditore" che Silas aveva strappato al gruppo — è finito nella squadra principale vincitrice.
Sorrel "Rooks" Fenmarsh — il più vicino a Thalio prima della separazione, quasi un fratello maggiore dentro Le Monete Fortunate. Porta il peso più personale del "tradimento": non era solo la squadra sbagliata, era lui che Thalio aveva scelto di lasciare indietro.
APERTURA SUGGERITA
"Guarda chi si vede. Il prediletto di Shadowstep in persona." Rooks non alza la voce, ma nemmeno ti guarda negli occhi. "Sai cosa ci hanno fatto fare, dopo l'Assedio? Pulire le latrine della caserma per un mese. 'Astuzia senza onore.' Bella roba, detto da uno che manda un ragazzino a rubare uno stendardo mentre lui coordina la squadra vincente."
Una pausa. Poi, più basso: "Non sono venuto per questo, comunque."
POSSIBILI SVILUPPI
- • Ostilità aperta — accuse in faccia, magari un piccolo sabotaggio per fargli perdere credibilità con Silas o Serath.
- • Il favore scomodo — un membro della Squadra B è nei guai (debito, furto sbagliato) e chiede aiuto a Thalio nonostante tutto.
- • Il test implicito — qualunque scelta faccia Thalio, è la prima volta che decide da solo se Silas aveva ragione a separarlo da loro.
Decidere in anticipo se Rooks resta rivale permanente o se questa è l'inizio di una riconciliazione parziale.
II. Coda al Tempio di Tymora — secondario, sacrificabile
Più debole come storia a sé — trattalo come epilogo breve alla scena con Rooks, non come contenuto indipendente. Dopo aver chiuso (o lasciato aperti) i conti con la Squadra B, Thalio passa dal tempio di Tymora, magari con Valoris (vedi sopra, filone II) — entrambi devoti della Dea Bendata con approcci opposti.
"Tu preghi Tymora come se fosse un generale," potrebbe dire Thalio, guardando Valoris chiudere gli occhi prima di lanciare i dadi sull'altare. "Io la prego come si prega un'amica che ti deve un favore."
Se dopo la scena con Rooks sembra non aggiungere nulla, è del tutto sacrificabile.
🛡️ Morgrim
Fonti: box "Il Muro di Pietra" in sessione-0.astro (unica lore
ufficiale), note DM su Mira in sessione-8.astro, più un testo di
background alternativo condiviso dal giocatore il 2026-07-09.
Nota sulla continuità
Il giocatore è entrato in corsa e ha sviluppato poco il personaggio finora — l'unica lore canonica è quella del reclutamento: nano veterano di tre guerre, sopravvissuto all'Assedio di Mithral Hall, mercenario freelance senza legami arrivato a Waterdeep otto anni fa, reclutato personalmente da Magnus Ironfist. Meccanicamente è giocato come guerriero tank con ascia e scudo.
Il testo alternativo del giocatore lo dipinge invece come un fabbro di Khar-Dûm, esiliato dopo che un'ascia da lui forgiata si spezzò per l'uso scorretto di chi la impugnava, uccidendo il portatore — da cui la filosofia "un'arma non tradisce, è la mano che mente a se stessa" e il vizio di mettere alla prova chi si fida di lui.
Scelta di continuità: non è un retcon meccanico (resta il veterano tank già giocato), il testo del fabbro diventa voce interiore e filosofia di vita, coerente con un mercenario che ha visto la guerra deformare la gente. Le due scene sotto la fanno emergere senza contraddire la timeline già giocata.
I. Lo Specchio di Mira
Mira Greenleaf, halfling del Cerchio della Terra, il membro originale del party ritiratosi la notte prima della discesa, sostituita da Fealer. Durante l'addestramento era lei — non Fealer — ad avere il legame diretto con Morgrim: lo chiamava "Zio Morgrim". Le note DM per il rientro in città la posizionano già come possibile incontro presso il tempio/circolo druidico vicino alla piazza dell'Arco. Il legame emotivo reale appartiene a Morgrim, non a Fealer (che l'ha solo sostituita in squadra).
Trigger: Morgrim la cerca di proposito, spinto da un dubbio che si porta dietro da mesi — l'ha addestrata troppo duramente? L'ha spinta oltre il suo limite prima ancora che il dungeon la spezzasse?
"Zio Morgrim." La voce le trema, ma sorride — genuinamente, per un istante. "Pensavo... pensavo che mi avresti guardata come una che ha mollato."
Morgrim non risponde subito. La osserva come osserverebbe un'arma tornata dal campo — cercando il punto di cedimento. Non lo trova dove pensava.
"Un'ascia che si spezza non è sempre colpa della lega," dice alla fine, più a se stesso che a lei. "A volte è colpa di chi l'ha temprata troppo in fretta."
POSSIBILI DIREZIONI
- • Lei lo assolve — non è stato l'addestramento, è il dungeon stesso ("qualcosa che la natura rifiuta").
- • Lui non si assolve comunque — resta col dubbio, che informa silenziosamente come tratta il resto del party.
- • Gancio di squadra — se Fealer è presente, tensione naturale non ostile: due sensi di colpa diversi per la stessa persona (clinico per Fealer, personale per Morgrim).
II. L'Occhio Onesto (Magnus Ironfist)
Magnus "Ironfist" Thorne, del Triumvirato, veterano della Guerra dei Signori ferito gravemente cinque anni fa — l'unico capace di reclutare Morgrim di persona. Chiede un momento privato, non un debrief da Triumvirato: due vecchi soldati, non un capogilda e un mercenario.
"Ti ho chiamato tu perché sei l'unico che non mi dirà quello che voglio sentire." Magnus fa girare il boccale tra le mani, senza berne. "Ho raccomandato io Valoris per la squadra principale. Ho scommesso il nome della gilda su un ragazzo che porta ancora le cicatrici di essere stato un ladro di carovane. Se ho sbagliato, dimmelo adesso, non quando sarà troppo tardi per rimediare."
Oppure, versione più personale:
"Cinque anni fa quella ferita mi ha tolto il campo. Da allora giudico gli altri invece di combattere al loro fianco. Dimmi la verità, Sangueombra: sono ancora un soldato, o sono solo un vecchio che dà ordini da dietro un tavolo?"
POSSIBILI ESITI
- • Il verdetto sull'ascia — Morgrim applica la sua filosofia del fabbro: dove regge, dove rischia di cedere, sotto quale pressione. Giudizio onesto, non consolatorio.
- • Legame rafforzato — a prescindere dal contenuto, il gesto di Magnus è probabilmente il primo vero segno che Morgrim è più della "muta di lavoro" che dice di essere per gli altri (contrasto diretto con la filosofia di Fealer).
Le due scene possono restare indipendenti o essere sequenziali: l'incontro con Mira lascia un dubbio irrisolto sul metodo di Morgrim, e la richiesta di Magnus arriva mentre quel dubbio è ancora aperto — buona occasione per far trapelare per la prima volta un accenno della "filosofia del fabbro" senza dover spiegare tutto il retroscena di Khar-Dûm.